Libro scorrevole ed avvincente anche se fin dall’inizio conosci il finale (che comunque riserva una sorpresa) ugualmente hai voglia di arrivare all’ultima pagina perché ognuno ci leggerà un po’ di sé

Simona

 

Inno all’amore Recensito in Italia il 7 luglio 2025 Molto emotivo, introspettivo, bello!

Barbara A

 

Caro Silvio,

ho letto il tuo libro in una sera sola.

Non so spiegarti cosa mi sia successo: piangevo, ridevo, e mi sembrava di camminare nella tua storia come se fosse anche la mia.

Anche io ho avuto un grande amore che è andato via senza spiegazioni.

Lo sogno ancora.

Grazie per aver scritto parole che sembrano uscire dal mio cuore.

Francesca, 47 anni

 

Cara Francesca,

non sai quanto mi commuove leggere le tue parole.

Spesso pensiamo di essere soli nel nostro dolore, e invece l’amore perduto è un linguaggio silenzioso che ci unisce.

Se “Se nevicasse ad agosto” ha toccato anche il tuo cuore, allora la mia fatica ha avuto senso.

Ti abbraccio da lontano.

L’autore


Caro Silvio,

leggo il tuo blog e ho letto il tuo libro.

Anch’io, come te, ho una storia che mi è rimasta addosso. Ora sono sposata, ho figli, una vita piena. Ma ogni tanto mi affaccio ai ricordi.

Mi chiedo se è giusto.

Tu che hai avuto il coraggio di guardare indietro senza paura, cosa diresti a chi, come me, vive divisa tra il passato e il presente?

— Laura, 52 anni

 

Cara Laura,

non c’è nulla di male nel ricordare.

I ricordi non rubano il presente, lo completano.

A volte una parte di noi resta ancorata a un amore passato, ma non per questo si tradisce ciò che si ha.

L’importante è distinguere tra ciò che è stato e ciò che è ancora possibile.

Ti auguro di tenere i tuoi ricordi come si tengono le fotografie: con tenerezza, ma senza smettere di guardare avanti.

L’autore


Ciao Silvio,

la tua storia mi ha stretto il cuore.

Ma voglio chiederti una cosa schietta: pensi davvero che la tua ex (o chi per lei) lo leggerà mai?

E se non lo leggesse mai, lo rifaresti? Pubblicheresti ancora questo libro?*

— Daniele, 38 anni

Ciao Daniele,

la tua domanda è onesta e tagliente.

Ti rispondo così:  ho scritto il libro con la speranza che lei lo leggesse. Ma l’ho pubblicato per me.

Per liberare trent’anni di emozioni. Per salutare ciò che non tornerà. Per dire a me stesso che ho amato, davvero.  E se non lo leggerà mai… forse va bene così.  Ma se un giorno nevicherà ad agosto…

beh, saprò che non ho scritto invano.

L’autore

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